Il suo vero nome era Paolo di Dono, ma lo chiamarono Paolo Uccello a causa del grande numero di uccelli e animali dipinti che riempivano la sua casa, visto che era troppo povero per nutrire e possedere animali reali. A Padova si dice che eseguì un affresco dei quattro elementi e all'aria attribuì l'immagine del camaleonte ma non avendone mai visto uno, lo rappresentò con l'aspetto di un cammello panciuto con la bocca spalancata.
