In occasione del cinquantenario della morte di Gino Severini la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) gli dedica una monografica dal titolo SEVERINI. L’emozione e la regola. Dal Divisionismo al Futurismo, dal Cubismo al Classicismo, tutte le stagioni creative di Severini. Una perfetta parabola di protagonista del Novecento, quella di Gino Severini. Dapprima attratto dalle rotture linguistiche dell’avanguardia e successivamente concentrato sulla ricerca di un equilibrio armonico, Severini si racconta postumo in un percorso espositivo che dalla rigorosa misura aurea negli anni Venti e Trenta a quella pittoricamente più libera ed estroversa degli anni Quaranta, arriva fino alle riprese neocubiste e neofuturiste dei Cinquanta e Sessanta.
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mercoledì 23 marzo 2016
giovedì 25 giugno 2015
Aste Christie’s: gli impressionisti totalizzano 71$ milioni. Un Monet a 10$ milioni
£71,461,000: è questo il risultato archiviato da Christie’s per l'asta del 23 giugno, nella sua sede all’ombra del Big Ben in occasione dell’asta di Impressionist & Modern Art.
52 i lotti in catalogo. Due ritirati – un Fernand Léger (lotto 24) e un Gino Severini (lotto 34) – e dieci invenduti, tra cui “Bouquet d’Oeillets aux amoureux en vert” di Chagall, “Paysage du midi” di Chaim Soutine e “Jeune Roumaine Assise” di Pierre-Auguste Renoir. Mentre la maggior parte delle restanti quaranta opere ha trovato nuovi proprietari per cifre comprese nelle stime pre-asta o di non molto superiori, senza generare particolari sorprese. Lo conferma il top price, andato come da previsioni a Claude Monet e alla sua attesissima “Iris Mauves”. La tela, appartenente alla prima campagna di lavori per la serie chiamata “Grandi Decorazioni”, come dimostrano le sue dimensioni (cm 200,5 x 100,5), partiva da una stima di £6-9 milioni e dopo una lenta e ponderata serie di rilanci è stata assegnata per £10,834,500 ($17,216,021).
52 i lotti in catalogo. Due ritirati – un Fernand Léger (lotto 24) e un Gino Severini (lotto 34) – e dieci invenduti, tra cui “Bouquet d’Oeillets aux amoureux en vert” di Chagall, “Paysage du midi” di Chaim Soutine e “Jeune Roumaine Assise” di Pierre-Auguste Renoir. Mentre la maggior parte delle restanti quaranta opere ha trovato nuovi proprietari per cifre comprese nelle stime pre-asta o di non molto superiori, senza generare particolari sorprese. Lo conferma il top price, andato come da previsioni a Claude Monet e alla sua attesissima “Iris Mauves”. La tela, appartenente alla prima campagna di lavori per la serie chiamata “Grandi Decorazioni”, come dimostrano le sue dimensioni (cm 200,5 x 100,5), partiva da una stima di £6-9 milioni e dopo una lenta e ponderata serie di rilanci è stata assegnata per £10,834,500 ($17,216,021).
Monet
lunedì 25 maggio 2015
Aste: da Farsetti a Prato attesi grandi capolavori
Saranno presenti grandi eccellenze italiane e straniere nella prossima asta da Farsetti a Prato per fine maggio. Iniziamo con due opere di Giorgio Morandi: una Natura morta del 1955 (olio su tela, cm 20,5×30,5, stima 350.000/450.000 Euro) e un Paesaggio del 1942 (olio su tela, cm 49×53, stima: 230.000/330.000 Euro).
Nella sezione dedicata al Futurismo spiccano Paysage (Le Cannon), di Gino Severini (1917, olio su tela, cm 82×65, stima: 600.000/800.000 Euro) e Compenetrazione iridescente n. 3, dipinto da Giacomo Balla nel 1912 (olio su carta, applicata su tela, cm 66,9×47,7, stima: 450.000/550.000 Euro).
Di notevole valore storico e artistico sono anche Tête di Amedeo Modigliani (1914, pastello blu su carta, cm 56×42,3, stima: 120.000/160.000 Euro), un Cretto bianco di Alberto Burri (1974, caolino e vinavil su tavola, cm 42×85, stima: 380.000/500.000 Euro) e un Concetto spaziale, Teatrino di Lucio Fontana (1965, idropittura su tela, nero e legno laccato, nero, cm 102,5×89, stima: 350.000/450.000 Euro).
Per le sculture dobbiamo citare un Giocoliere di Marino Marini (1939, terracotta, altezza cm 154, stima: 200.000/300.000 Euro) e Palla corda, eseguita da Alghiero Boetti nel 1987 (ferro, ghisa e cavo d’acciaio, cm 230×140, stima: 300.000/500.000 Euro). Veniamo poi allo spazio dedicato alla pittura figurativa italiana con Mario Sironi, Carlo Carrà, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Giorgio De Chirico e Filippo De Pisis.
Nella sezione dedicata al Futurismo spiccano Paysage (Le Cannon), di Gino Severini (1917, olio su tela, cm 82×65, stima: 600.000/800.000 Euro) e Compenetrazione iridescente n. 3, dipinto da Giacomo Balla nel 1912 (olio su carta, applicata su tela, cm 66,9×47,7, stima: 450.000/550.000 Euro).
Di notevole valore storico e artistico sono anche Tête di Amedeo Modigliani (1914, pastello blu su carta, cm 56×42,3, stima: 120.000/160.000 Euro), un Cretto bianco di Alberto Burri (1974, caolino e vinavil su tavola, cm 42×85, stima: 380.000/500.000 Euro) e un Concetto spaziale, Teatrino di Lucio Fontana (1965, idropittura su tela, nero e legno laccato, nero, cm 102,5×89, stima: 350.000/450.000 Euro).
Per le sculture dobbiamo citare un Giocoliere di Marino Marini (1939, terracotta, altezza cm 154, stima: 200.000/300.000 Euro) e Palla corda, eseguita da Alghiero Boetti nel 1987 (ferro, ghisa e cavo d’acciaio, cm 230×140, stima: 300.000/500.000 Euro). Veniamo poi allo spazio dedicato alla pittura figurativa italiana con Mario Sironi, Carlo Carrà, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Giorgio De Chirico e Filippo De Pisis.
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