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lunedì 14 settembre 2015

Mafia Capitale: scoperta la pinacoteca segreta dei capolavori di Massimo Carminati

Come si legge su Repubblica: è stato ritrovato in casa dei suoceri il tesoro nascosto di Massimo Carminati. In un armadio di metallo chiuso a chiave, simile ad una cassaforte sono stati trovati quattro disegni di Renato Guttuso e una lunga lista di documenti che svelano uno scrigno ben più prezioso, composto da decine di opere di artisti di grande fama, fra i quali anche Pablo Picasso.



giovedì 10 settembre 2015

Giuseppe Ungaretti critico d'arte. In un libro gli scritti del poeta sull'arte del XX secolo

Tra dicembre 2014 e febbraio 2015, la Galleria Biffi Arte di Piacenza ha ospitato una mostra collettiva con autori come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Piero Dorazio, Jean Fautrier, Renato Guttuso ed Ottone Rosai. Cosa avevano in comune? Giuseppe Ungaretti. Ora esce il libro "Ungà. Giuseppe Ungaretti e l’arte del XX secolo" a cura di Angela Madesani, praticamente un addendum al Meridiano che Mondadori dedicò, nel 1974, a Saggi e interventi dello stesso Ungaretti, dove però mancavano tutti i numerosi interventi di Ungaretti pubblicate fra il 1926 e il 1968 su riviste, quotidiani e cataloghi di mostre di non facile reperibilità.



martedì 9 giugno 2015

Mostre: a Palazzo Te di Mantova il mito sovietico nell'arte italiana

“Guardando all’URSS – Realismo socialista in Italia dal mito al mercato”, allestita a Palazzo Te a Mantova fino al prossimo 4 ottobre 2015. Con un centinaio di lavori esposti, tra opere d’arte, testi letterari, racconti, guide, film, cataloghi e riviste, la mostra si propone di riflettere su come l’URSS veniva raccontata nel Belpaese.

Sono “Le mondine” neocubiste di Aldo Borgonzoni, le “Donne al lavoro” di Giuseppe Gorni, e ancora “Il tranviere” di Tiziana Fantini e “Le modiste” di Diana Luise Brancaccio ad aprire la mostra, oltre ad opere come “Il boscaiolo” di Renato Guttuso, e “Miniera” di Giulio Turcato. Proprio Guttuso e Turcato saranno i grandi pittori del PCI, specialmente il primo con il suo realismo, mentre Turcato veniva un pò snobbato dai vertici del partito perchè troppo astratto e meno utile alla causa propagandistica.

Il percorso espositivo si chiude con uno sguardo alle partecipazioni russe alle Biennali di Venezia, nel 1934 e dal 1956 al 1977. In mostra ammiriamo così la “Corsa campestre femminile” di Aleksandr Aleksandrovic Dejneka (Biennale 1934), “La figlia del soviet Kirghizia” di Semen Afanas’evic Cujkov (Biennale 1956). Il tema del lavoro torna nel “Ritratto di Subbotin” di Gravriil Nikitic Gorelov (Biennale 1956), mentre Sergej Visil’evic Gerasimov dipinge una marcia di soviet in “Potere ai soviet!” (Biennale 1958).