Nel giro di poche settimane i Caschi Blu della Cultura saranno operativi. Ieri mattina è stata firmata l’intesa tra il Governo italiano e l’Unesco per la costituzione della task force italiana per la tutela del patrimonio culturale mondiale messe in pericolo da calamità naturali o conflitti. L’Italia mette in campo un primo contingente di 60 unità fra storici dell’arte, studiosi, restauratori e carabinieri del comando tutela patrimonio culturale per intervenire nelle aree di crisi. E apre anche un centro di formazione per i futuri componenti della task force. Il centro avrà sede a Torino, assisterà l’Unesco nell’attuazione della sua agenda e organizzerà corsi di formazione e attività di ricerca in difesa del patrimonio culturale. L’intesa è stata firmata dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni e dal direttore Generale Unesco Irina Bokova alla presenza del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, della ministra della Difesa Roberta Pinotti, della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.
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giovedì 18 febbraio 2016
martedì 9 febbraio 2016
Napoli: persi 100 milioni di Euro stanziati dall'Unesco per riqualificare la città
Circa 100 milioni di euro, tanti erano i fondi messi a disposizione dell’Unesco per la riqualificazione del centro di Napoli. Fondi stanziati nel 2007, mai utilizzati e che a dicembre verrano ritirati. Questa è l’occasione che il capoluogo partenopeo, patrimonio Unesco dal 1995, si è lasciato sfuggire. È stata una lettera del 15 gennaio inviata da Parigi e firmata da Mechtild Rössler, direttore della divisione Patrimonio culturale dell’Unesco, a risollevare la questione. Lo scritto infatti chiede un rapporto sulla situazione dei restauri previsti con i fondi dell’associazione, lavori alcuni mai cominciati, altri cominciati e mai finiti e altri ancora, tre su 28, cominciati e terminati. Ora si cercano i colpevoli ma quello che rimane è il rammarico per aver ancora procrastinato un nuovo corso per una delle città più belle del mondo collocata in un paese che, come si dice spesso, conserva un’alta quantità di beni culturali e un’incapacità a valorizzarli e gestirli.
La lettera (protocollo Clt/Her/Wch/8560) firmata da Mechtild Rössler, direttore della divisione Patrimonio culturale dell’Unesco, è stata inviata dalla sede di Parigi il 15 gennaio all’ufficio Patrimonio mondiale del Mibact e alla delegazione Italiana presso l’Unesco. Una domanda, tra le altre, è la nota più chiara della richiesta. Si chiede di sapere se sia stato rispettato il paragrafo 174 delle «Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage Convention», ossia la convenzione per il recupero e la tutela, nei tempi stabiliti, del patrimonio culturale di Napoli, città patrimonio Unesco.
La lettera (protocollo Clt/Her/Wch/8560) firmata da Mechtild Rössler, direttore della divisione Patrimonio culturale dell’Unesco, è stata inviata dalla sede di Parigi il 15 gennaio all’ufficio Patrimonio mondiale del Mibact e alla delegazione Italiana presso l’Unesco. Una domanda, tra le altre, è la nota più chiara della richiesta. Si chiede di sapere se sia stato rispettato il paragrafo 174 delle «Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage Convention», ossia la convenzione per il recupero e la tutela, nei tempi stabiliti, del patrimonio culturale di Napoli, città patrimonio Unesco.
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