Circa 100 milioni di euro, tanti erano i fondi messi a disposizione dell’Unesco per la riqualificazione del centro di Napoli. Fondi stanziati nel 2007, mai utilizzati e che a dicembre verrano ritirati. Questa è l’occasione che il capoluogo partenopeo, patrimonio Unesco dal 1995, si è lasciato sfuggire. È stata una lettera del 15 gennaio inviata da Parigi e firmata da Mechtild Rössler, direttore della divisione Patrimonio culturale dell’Unesco, a risollevare la questione. Lo scritto infatti chiede un rapporto sulla situazione dei restauri previsti con i fondi dell’associazione, lavori alcuni mai cominciati, altri cominciati e mai finiti e altri ancora, tre su 28, cominciati e terminati. Ora si cercano i colpevoli ma quello che rimane è il rammarico per aver ancora procrastinato un nuovo corso per una delle città più belle del mondo collocata in un paese che, come si dice spesso, conserva un’alta quantità di beni culturali e un’incapacità a valorizzarli e gestirli.
La lettera (protocollo Clt/Her/Wch/8560) firmata da Mechtild Rössler, direttore della divisione Patrimonio culturale dell’Unesco, è stata inviata dalla sede di Parigi il 15 gennaio all’ufficio Patrimonio mondiale del Mibact e alla delegazione Italiana presso l’Unesco. Una domanda, tra le altre, è la nota più chiara della richiesta. Si chiede di sapere se sia stato rispettato il paragrafo 174 delle «Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage Convention», ossia la convenzione per il recupero e la tutela, nei tempi stabiliti, del patrimonio culturale di Napoli, città patrimonio Unesco.
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martedì 9 febbraio 2016
giovedì 30 luglio 2015
Napoli: la Street-Art sfida la camorra nel quartiere Ponticelli
La Street art al servizio della riqualificazione urbana. È successo anche a Napoli, dove importanti street artist stanno portando la bellezza in zone degradate e periferiche per imprimere un senso di cambiamento. Ci riusciranno? Questo almeno è l’obiettivo del progetto realizzato a Napoli, nel quartiere di Ponticelli, dove sono stati inaugurati tre grandi murales su altrettante facciate di edifici del Parco Merola, distretto di case popolari del quartiere che nelle scorse settimane è stato al centro di una sanguinosa faida di camorra. Ponticelli diventa così un distretto della creatività urbana grazie al lavoro di Inward, osservatorio che svolge ricerca e sviluppo nell’ambito della creatività urbana, sostenuto dal Rotary, Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e da Ceres.
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